E' passato tanto tempo ma, seppur di base a Roma, continuo ad andare e venire dalla mia seconda casa: la Tunisia.
Chi ricorda le decine di foto che ho scattato alle scritte sui muri di Tunisi, e magari ci si era un po' appassionato, sarà contento di sapere che sono state raccolte in un libro. Le foto sono accompagnate dalle mie considerazioni, più qualche contributo esterno - es. alcuni artisti tunisini e la prof.ssa di Storia contemporanea del mondo arabo Laura Guazzone.
Tre anni di politica tunisina letta attraverso gli umori della strada.
Ammirate il favoloso booktrailer! L'ha fatto la mia amica Yassmin, a Parigi, e vi dico solo che ha reclutato un'attrice russo-algerina e ha incluso delle riprese tremolanti che ho girato io a Bab el Khadhra, Tunisi, quest'estate. Poi seguono un paio di minuti con la mia capoccia e la descrizione del progetto ad opera di me medesima, che mi vergogno e gesticolo come un'indiavolata.
Voila:
Non so se lo avete capito, ma alla fine del video chiedo soldi. Eh sì, èun progetto finanziato dal basso e, se volete sostenerlo, cliccate qui per partecipare alla campagna di crowdfunding. La raccolta finisce a metà febbraio 2015.
Dateci una mano a pubblicarlo: in cambio potrete sfogliare un'indagine originale sulla società tunisina nel suo periodo più interessante, e dare concretezza a questi particolarissimi documenti storici che sono...le scritte sui muri.
Da metà aprile, come alcuni sanno, ho cambiato casa, e il mio nuovo coinquilino è Dali (che non è il pittore, ma sta per Mohammed Ali), 28 anni, artista-filosofo-studente-girovago. Durante una delle nostre sessioni di cazzeggio su internet...ehm...volevo dire di dialogo interculturale con l'ausilio di YouTube, ha esordito: "Ora ti faccio vedere una cosa che ha traumatizzato tutti noi quando eravamo piccoli, cazzo". Ah, sì, dovete sapere che il mio coinquilino ha l'abitudine di terminare ogni, e dico ogni sua singola frase con la parola زبي "cazzo". Che ci volete fare, è fatto così.
Il video:
Ordunque, si tratta di uno spot del ministero della sanità tunisino legato a una campagna di vaccinazioni. Era il 1987 e Ben Ali era appena diventato presidente.
Seguiamo il video con ordine, è imperdibile.
Già il logo in apertura è tremendo: un angelo con un'espressione a dir poco disperata (perché?!), le ali scheletriche, la veste viola - il colore di Ben Ali! - e tra le braccia un'enorme siringa. La scritta sottostante dice "Giornata nazionale del vaccino".
Quindi, ecco una veduta della medina di Tunisi e una voce narrante che recita qualcosa tipo: nonostante tutto sembri tranquillo, i genitori espongono i figli a mille pericoli quando li gettano in strada con nient'altra protezione che un semplice "Mi raccomando sta' attento!".
A questo punto, iniziano delle sequenze degne di David Lynch. Dai vari vicoletti sbucano dei mostri in forma di pupazzoni: ognuno di essi rappresenta una malattia diversa, con tanto di descrizione degli spaventosi sintomi da parte della voce narrante.
In ordine potete ammirare:
- il morbillo, che ovviamente è rosso, e che porta sulla testa dei gufi, simboli di sventura presso gli arabi, e addosso alcuni simboli musulmani come la khomsa, o mano di fatima, e il pesce;
- il tetano, che ha sulla testa una lametta da barba gigante ("chi è questo che viene armato?") e che rende il malato "incapace di muovere la bocca e il collo: neanche da mangiare gli si può dare!";
- la tubercolosi, che è quella specie di cattivissimo bananone giallo che "attacca il petto" e "fa sputare sangue";
- la pertosse, un uccellaccio allucinato che "può portare il bambino alla morte";
- la poliomielite, un vecchio che si trascina dietro un arto staccato, perché "chi vi si ammala rimane handicappato tutta la vita";
- la difterite, un subdolo bruco, che "fa smettere di funzionare il cuore in un colpo solo"!
Bisogna debellare queste malattie, recita la voce, e non c'è altro rimedio che...il vaccino.
Ed ecco spuntare quella...quella...quella abominevole mano BLU con SEI DITA (perché?!), che impugna la siringa a mo' di pistola, e uccide i mostri.
A quel punto, lo vedete da voi, seguono sei ore e quaranta di scene di bambini che trascinano i brandelli dei pupazzoni in riva al mare e ne fanno un rogo purificatorio.
Titolo del video su YouTube: "Il video che ha terrorizzato un'intera generazione di bambini tunisini, 1987".
Commento di Dali: "Io, da bambino, ogni volta che partiva questo spot alla tv, piangevo e mi nascondevo, cazzo. Vedi l'estetica di Ben Ali: il terrore, sempre il terrore, cazzo!".
Però non si può negare che il regista abbia avuto, nel suo modo perverso, un sacco di fantasia. O, forse, che si sia fumato un sacco dezatla.
Mentre va avanti questo micidiale teatrino politico tunisino - governo tecnico sì (ci copiano?!), governo tecnico no, dimissioni sì, dimissioni no, ora il capo del governo si è dimesso "però se me rivolete ritorno"...no, ma facessero con comodo, sono passati più di 10 giorni e non c'è assolutamente alcuna urgenza, eh... - dicevo, mentre attendiamo gli esiti, vi parlo di qualcos'altro, giusto per stemperare la tensione. Ma neanche troppo...
C'è questo giovane cantautore tunisino che tempo fa ho visto anche in concerto. Due accordi in croce ma molta verve.
Ha
suonato in giro per il Maghreb, in Francia, in Canada, negli Stati
Uniti; in compenso, fino a due anni fa, in patria era pluricensurato
dalle autorità, che annullavano i suoi concerti.
A vederlo, col suo
cappello sempre calato a fargli ombra sul
viso, il suo fare in apparenza timido, i suoi concerti di sola voce e
chitarra, non lo diresti un pericoloso sovversivo: e invece sta tutto
nei suoi testi satirici e non banali.
Il suo vero nome è Bayram Kilani, ma
il suo nome d'arte viene dal bendir, uno strumento a percussione tradizionale del Nord Africa che lui definisce "il
simbolo del lecchinaggio": è così che sceglie di impersonare
un supereroe-antieroe asservito al potere, e sulla falsa riga di
Batman, Spiderman, eccetera, dà vita al personaggio di Bendirman,
"più veloce della tartaruga di La Fontaine, più
intelligente dell'ispettore Gadget (...), dotato del potere di volare
attivato dal consumo di un'erba magica della quale lui solo conosce
il nome (marijuana), non cessa di battersi contro nemici ancor più
chimerici di quelli di Don Quichotte..." (tratto da qui).
Non che adesso il nostro risparmi la nuova classe politica (soprattutto adesso che sembra non gli tappino la bocca come prima); qui, però, propongo tre sue canzoni scritte ai tempi di Ben Ali.
Ringrazio tantissimo Bilele de Roma e Selma de Tunis per la collaborazione alle traduzioni dei testi.
La
prima canzone allude fin troppo chiaramente ai bizzarri
risultati
elettorali che si avevano in Tunisia sotto il regime. Sì, nelle
elezioni-farsa il partito del presidente Ben Ali risultava
davvero
vincitore col 99%...
Bendirman - "99%"
Quanti anni
sono che sto seduto su questa poltrona? yo, yo
Cos'é? tu
cittadino ora vorresti partecipare? yo
Non ci sono
morti di fame, né poveri, né disoccupati
non c'é gente
in carcere, né malati negli ospedali
Non ci sono
morti di fame, né poveri, né disoccupati
non c'é gente
in carcere, né malati negli ospedali
Mangiate e
bevete, ve la spassate tutto il tempo
vivete nel
benessere, godete di ogni libertà
99% :
democrazia a sazietà
99% :
democrazia a sazietà
"Nel
quadro della politica di distribuzione delle risorse al popolo
il governo di
Bendirland ha esentato tutti i cittadini dalle tasse
e,
conseguentemente a questa saggia politica,
Bendirman ha
fatto dono di un'automobile Hammer ad ogni cittadino"
(come quella
di chi sappiamo, insomma)
Voglio
governarvi ancora di più
godete, godete
della libertà
Sostituitemi,
vi prego:
la poltrona mi
si è affezionata e non mi lascia più!
Hey! Cinque,
sette, dieci anni...l'eternità
votate per
Bendirman, o nessun altro
Cinque, sette,
dieci anni...l'eternità
votate per
Bendirman, o nessun altro!
E se non mi
votate, chi se ne importa, chi se ne importa
i vostri voti,
le vostre grida, non mi interessano, non mi arrivano:
la mia urna, a
me, non mi abbandona mai:
com'è?
Entra scheda
blu, esce rossa
entra scheda
gialla, esce rossa
entra scheda
verde, esce rossa:
Gloria a
Bendirman, che cambia i colori!
Gloria a
Bendirman, che cambia i colori, Bendirman!
99% :
democrazia a sazietà
99% :
democrazia a sazietà
"Annunciati
i risultati delle elezioni nel paese di Bendirland:
vince
Bendirman col 107%
ma,
conseguentemente alla sua saggia politica e al suo retto governo,
Bendirman ha
abbassato questa percentuale al...
99% :
democrazia a sazietà
99% :
democrazia a sazietà".
Il
secondo pezzo è un suo famoso tormentone, pieno zeppo di doppi sensi, dove la
parola"système"indica sia l'impianto elettrico che il
sistema politico, e i vari "toccare" e "infilare le
dita" alludono a ovvie immagini sessuali.
Bendirman
- "Système"
Non toccare il
sistema
ché prendi la
scossa
ahi ahi ahi,
ahi ahi ahi
e se vuoi
toccarlo
infilaci solo
un dito medio.
Il sistema è
tutto un problema
il sistema è
guasto:
l'abbiamo
stuzzicato con le dita,
ci hanno
chiuso facebook.
Se hai un
fusibile
mettitelo in
mezzo alle gambe,
perché il
sistema
ti f...ulmina.
Non toccare il
sistema
ché prendi la
scossa
ahi ahi ahi,
ahi ahi ahi
e se vuoi
toccarlo
infilaci solo
un dito medio.
Ascoltate,
ragazzi,
il consiglio
di Bendirman:
non toccate il
sistema
e vivrete
sicuri.
Poi, se ti
piace toccarlo,
fa niente,
vivi da leccaculo
perché il
sistema
ti fulmina a
regola d'arte.
Non toccare il
sistema
ché prendi la
scossa
ahi ahi ahi,
ahi ahi ahi
e se vuoi
toccarlo
infilaci solo
un dito medio.
Quando giochi
col sistema
stai attento a
toccarlo con la mano
trovi i suoi
fili scoperti
e una
manganellata che ti aspetta.
Uniamoci,
facciamo una colletta,
è l'unica
soluzione!
Tanti fili,
tante prese:
facciamo un
sistema nuovo!
Non toccare il
sistema
ché prendi la
scossa
ahi ahi ahi,
ahi ahi ahi
e se vuoi
toccarlo
infilaci solo
un dito medio.
All'indomani
della cacciata di Ben Ali, quando i pischelli tunisini erano pieni di
belle speranze per il futuro (adesso la situazione è un po'
diversa...), Bendirman, dal vivo, era solito modificare le parole in
questo modo, tra gli applausi generali:
Abbiamo
toccato il sistema
e non abbiamo
preso la scossa...
Il
terzo brano, infine, non può lasciarci indifferenti: si tratta,
oltre che del cavallo di battaglia di questo artista nei live (!), di
una cover della canzone della resistenza italiana per eccellenza.
Qui,
come il partigiano italiano, anche il migrante tunisino saluta la sua
bella, ma a lui non toccherà alcuna fossa sotto l'ombra di un bel
fior, perché mentre il primo va a morire sui monti, il secondo va a
morire per mare. Diretto proprio in Italia.
Il
risultato di questa trovata mette i brividi.
Bendirman
– "Habiba ciao"
Domani, quando
ti sveglierai, non mi troverai
oh bella ciao,
bella ciao, bella ciao ciao ciao,
metti Rai
Uno, forse mi vedrai
saltellare in
terra italiana.
Tesoro, scusa,
perdonami ti prego
oh bella ciao,
bella ciao, bella ciao ciao ciao,
quando ti farò
ciao da Lampedusa
esulta e
ringrazia Dio.
Tornerò col
pacco e la Lamborghini
oh bella ciao,
bella ciao, bella ciao ciao ciao,
non chiuderò
occhio se mi serberai rancore,
porterò a
sposarti Bendirman.
Sia che
vediamo quel paradiso coi nostri occhi
oh bella ciao,
bella ciao, bella ciao ciao ciao,
sia che
affoghiamo e moriamo senza sepoltura,
la mia anima
tornerà da te a nuoto.
Non avevo
intenzione di schiodare
oh bella ciao,
bella ciao, bella ciao ciao ciao
non fosse
stato per l'oppressione e la vita bastarda:
mi hanno
chiuso le porte in faccia!
Sono strozzato dall'insonnia
oh bella ciao,
bella ciao, bella ciao ciao ciao,
ritornerò o
in una bara, o come sposo,
nel paese
della polizia.
"Lampedusa mon amour ou l'embarcation de la mort", scultura di Taoufik Behi.
40.000 persone (secondo il ministero dell'interno) ai funerali di Chokri Belaid.
Invece c'è chi parla di un milione e mezzo. Boh.
La vedova del politico ucciso, femminista, ha invitato le donne a partecipare in massa e a contravvenire alla regola dell'islam che vieterebbe alle donne la partecipazione alle cerimonie funebri!
Teppistelli hanno approfittato della situazione per sfogare della violenza, rubare, incendiare etc., sia presso il cimitero sia in centro città; un quotidiano nazionale afferma che siano ragazzetti pagati apposta per turbare la giornata dei funerali (boh!); la polizia ha lanciato lacrimogeni nel cimitero!
Manifestazioni in molte altre città della Tunisia.
Per lo stesso giorno, alcuni partiti più il sindacato hanno indetto uno sciopero generale: il paese si è completamente fermato.
In questo momento la situazione nelle strade si è calmata.
La vita quotidiana riprende nella sua normalità.
Resta da vedere come uscirà il paese da questa crisi politica!
Possiamo mettere in dubbio che ci sia davvero qualcosa da celebrare in questo anniversario - lavoro e dignità non sembrano essere pervenuti, le famiglie dei cosiddetti martiri chiedono ancora giustizia, e anche sulla libertà d'espressione, forse l'unica conquista da quello storico giorno, ci sarebbe tuttavia da dire.
Possiamo discutere su quanto sia veramente cambiato e su quanto la strada sia lunga.
Possiamo affermare con certezza che la Tunisia non è tutta gelsomini e fiori.
Però, intanto, se non avete visto questi video all'epoca in tempo reale, dovete vederli adesso.
Oggi, due anni fa.
Video storico davanti al ministero dell'interno: "Dégage" ("Vattene!")
Altro video storico: un avvocato esce sull'avenue deserta, di notte, violando il coprifuoco, e urla a tutti la notizia. "Tunisini! Siete liberi! Viva la Tunisia libera! Ben Ali il criminale è scappato! Ben Ali il ladro! Ben Ali il cane! Viva il popolo tunisino! Viva la libertà!". Alcune donne riprendono la scena dalla finestra e piangono.